L’Abitudine di Tornare

…E così ieri sono tornata a Torino. Mentre ascoltavo il nuovo singolo di Carmen Consoli guardando distrattamente dal finestrino, ho pensato a quanto possa essere diversa la vita a meno di un’ora di treno da casa.
Mi sono anche detta, sorridendo, che ogni volta sono felice di rivedere le strade consuete e gli amici di sempre proprio perchè qui non vivo più e so che presto partirò di nuovo.

Torino

Torino

Già, l’amata/odiata Torino, che ho sempre faticato a riconoscere come ” la piccola Parigi” che si vanta di essere, città arroccata su convinzioni ottuse e ben poco incline a guardare al di là delle sue montagne, forte di quell’orgoglio sabaudo che somiglia sempre più alle parole farneticanti di una vecchia bisbetica ingioiellata ma con le scarpe bucate, che non si è accorta della decadenza e del tempo ormai perduto.

Proprio questo suo essere miope e spesso antipatica mi ha portata ad abbandonarla serenamente, mantenendo però tutto l’affetto ed il bene che si provano per qualcuno di famiglia.🙂

Mentre nel pomeriggio ho girato in bici per le ultime commissioni ante vigilia, mi sono trovata di fronte ad un centro molto caotico e poco armonico: numerose attività cessate segno di una crisi che non molla la presa si alternano a negozi di lusso costretti a loro volta ad avere come vicini marchi da supermercato.

Il caso di Via Roma è emblematico.La via principale del Centro ospita ormai solo le grandi catene uguali in tutto il mondo, da H&M a Zara, passando per Bershka e Nespresso ed è questione di ore perchè la boutique di Hermès, simbolo dei tempi che furono, e quella di Gucci, terribile errore di valutazione, cerchino un posizionamento più consono..
Se i retail delle grandi firme ( insieme ai negozi Robe di Kappa, a causa dello stesso orgoglio sabaudo di cui sopra) si concentrano in Via Lagrange, diciamoci la verità: non si viene a Torino per comprare Prada o Chanel, ma non si può mancare questa via perchè è lì che troverete il più bel negozio di occhiali della città. Si chiama Fulcheri, ha una selezione di lunettes tra le più complete che si possano trovare in Italia direi e l’antipatia della clientela è direttamente proporzionale alla cortesia e alla competenza dei titolari, un fratello e due sorelle che sapranno darvi ottimi consigli per un acquisto di classe.

Dior Metallic Sunglasses Resort 2015

Dior Metallic Sunglasses Resort 2015

Se volete un consiglio, evitate la pausa caffè nei bar storici di Piazza San Carlo, ormai diventati trappole per turisti, ma prima di abbandonare il cosiddetto salotto della città, cercate in uno dei suoi angoli la boutique Posh, una ventata di aria fresca e di colore, impossibili da trovare altrove : Paul Smith, Viktor&Rolf, Marc by Marc Jacobs e su tutti la Signora Vivienne Westwood.
Mentre tutti gli altri negozi di tendenza sono ancora lì a vendere le orribili Trippen ( mi chiedo in quale altra città siano mai state di moda), o l’ennesima variazione dell’ennesimo maglione nero over collo alto misto lana, se non fosse per Posh a Torino marchi come Vivetta, della designer milanese Vivetta Ponti sarebbero considerati eretici e censurati.😉

Arturo Pink by Vivetta

Arturo Pink by Vivetta

Per un tè nel pomeriggio o per un aperitivo, potete scegliere fra lo storico Pepino in Piazza Carignano, vicino all’omonimo teatro, oppure il Mood Libri e Caffè poco più avanti, punto di ritrovo fisso per i Torinesi da quasi quindici anni. Il mio preferito resta Mulassano, un piccolo caffè scrigno alle porte della bellissima Galleria Subalpina, dove nacque quel particolare toast farcito che Gabriele d’Annunzio battezzò col nome di “tramezzino”.😉

Mulassano, Torino

Mulassano, Torino

Lasciatevi alle spalle via Po, non prima di aver curiosato alla libreria Comunardi di Via Bogino, piena di spunti interessanti, e proseguite verso Piazza Vittorio per girare quindi in Via della Rocca.
La boutique Santamarta è l’unica in cui torno sempre con piacere, per quel pantalone dalla vestibilità perfetta, per una camicia bianca o un cappotto blu, insomma per il basico che spesso è così difficile trovare!
Poco oltre le due sorelle che gestiscono L’Ancienne Maison Du Thè vi faranno assaporare un soffio di Ville Lumière fra dolci infusi, confetture e patès.Sedetevi infine in Piazzetta Maria Teresa e prendetevi il vostro tempo…

D’accordo, ora che il giro del centro è completato, cosa resta da fare?
Innanzitutto evitate cose noiose ed inutili come andare alla Crocetta: ho sempre snobbato questa zona triste della città, apparentemente centrale ma in effetti lontana dal centro, con palazzi e ville austere che proiettano ombre lunghe anche quando c’è il sole e che se non sono battute dal traffico dei lunghi viali sono mortalmente deserte. Che senso ha scegliere di stare lontani dal fiume e dalla precollina quando si vive a Torino?🙂

Torino Gran Madre

Torino Gran Madre

Ecco, prendete quindi la salita che inizia alla chiesa della Gran Madre ed iniziate un altro giro. Non amo la pasta fresca ma il giorno di Natale mangio soltanto gli agnolotti di quell’ottimo Pastificio che si trova al numero 3 di Via Villa della Regina: in questi giorni la coda fuori dal negozio è quasi una tradizione perchè non accettano ordinazioni! Io di solito me la prendo comoda e vado a curiosare da Regina, il negozio di scarpe poco più avanti.

Si dovrebbe percorrere tutto Corso Casale, con una tappa al numero 200 da Del Santo per il pane più buono della città, per arrivare ad un’altro angolo interessante, quello ai piedi della collina di Chieri, Pino Torinese e Superga.

Se da un lato del fiume, Lungo Po Antonelli regala immagini da cartolina in ogni periodo dell’anno (quando nevica mi ricorda un quadro di Sisley), dall’altra parte si ha l’incontro perfetto fra cemento ed aree verdi, fra paesaggi collinari e quell’aria più fresca e pura che stempera l’afa e l’umidità urbane.

Sisley, Winter in Louveciennes

Sisley, Winter in Louveciennes

Infine se seguirete per qualche tratto il percorso della Dora Riparia, principale affluente del Po, potrete scoprire la nuova zona universitaria, fino ad arrivare in Corso Regio Parco: al numero 24 troverete ad aspettarvi Raspino. Dalle classiche bignole, agli chantilly, passando per i funghetti ripieni al cioccolato, questo piccolo paradiso dolciario rende onore quotidianamente all’ alta pasticceria torinese, a mio avviso la più delicata e raffinata dello Stivale.😉

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