Mademoiselle C

Durante le ultime settimane ho optato per un volontario silenzio stampa perchè credo che un lungo momento di riflessione sia d’obbligo di fronte alla deriva insperata della Moda versione 2.1.

Gli innumerevoli eventi che si stanno susseguendo da maggio ad oggi, in realtà sono sintomo di una bulimia nel mondo del fashion business che procede senza freni e spesso diventano tentativi  trascurabili che hanno come unico obiettivo quello di rimandare il crollo inevitabile di un sistema che non è più sostenibile.

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Julia Roberts, Cannes 2016

La stupidità dei social è diventata tiranna, riducendo ai minimi termini qualsiasi idea di ricerca, di studio, di attesa, di riflessione appunto, dandoci l’illusione che tutto sia accessibile, che si possano avere oggi gli stessi abiti costosi ed oggetti di lusso che un tempo consideravamo come piccoli tesori da sogno, soltanto perchè la “realtà” è ridimensionata ad una foto su Instagram…

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Chanel Croisière, Havana 2016

Incredibile che quindi la moda stessa si trovi a dover rincorrere, invece di dettare le regole come ha sempre fatto ed è sintomatico di questa Generazione Millenials, dove qualsiasi perfetto sconosciuto senza grandi doti e alcun talento si considera una celebrità nel suo mondo virtuale, che le Maisons in cui i grandi direttori creativi hanno abdicato, continuino a restare orfane mentre la macchina delle sfilate procede…

Il risultato è da un lato la noia e la mancanza di idee, dove la cornice conta più del quadro, come nel caso della Resort 2017 di Christian Dior a Blenheim Palace per non parlare della Croisière di Chanel a L’Avana..

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Dior Resort 2017

Dall’altro la solita accozzaglia di idee già sperimentate, buttate tutte insieme in maniera disordinata per fare colore ed entusiasmare per i primi trenta secondi com’è avvenuto da Gucci a Westminster Abbey…Insomma non c’era bisogno di scopiazzare persino la Signora Vivienne Westwood, che da sempre ci trasmette il DNA inglese fra tartan, corsetti, street style ed accenni di punk

Sarò ripetitiva, ma l’unica cosa che mi viene da pensare è: “Fortunatamente c’è Londra”…;-)

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Gucci Resort 2017

 

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Gucci Resort 2017

Dato che anche le programmazioni dei cinema sono povere ed insoddisfacenti, ho approfittato durante il piovoso weekend appena trascorso, per recuperare un documentario di qualche anno fa su Carine Roitfeld: ” Mademoiselle C

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Mademoiselle C by Fabien Constant, 2013

Di certo una regia più sapiente avrebbe saputo dare un taglio meno televisivo al tutto, ma ciò che importa è ascoltare ed osservare il lavoro dell’ex direttrice di Vogue Paris, durante la realizzazione del primo numero del CR Fashion Book, la sua rivista/libro a cadenza semestrale, laboratorio e bacino di idee creative che ci insegna quanto la moda abbia ancora da dire se affidata a delle mani sapienti…

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CR Fashion Book Issue 1 #Rebirth F/W 2012

Bastano poco più di novanta minuti di pellicola per ritrovare le linee guida di questo mondo eclettico, grazie ad una donna che non ha paura di osare perchè si poggia sulle basi solide dello studio creativo, delle origini russe e dell’educazione parigina, della ferrea disciplina della danza, del legame trentennale col compagno Christian Restoin, fondatore del marchio Equipment.

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CR Fashion Book Ballet Hands 2013

 

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CR Fashion Book 2013

Da questo background sono nate campagne pubblicitarie che hanno fatto la storia, come quella di Tom Ford per Gucci nel 2004 quando Carine era la sua consulente creativa: sì, il bomber di seta non è una novità di questa primavera ;-)…

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Carmen Kass for Gucci, 2004

…o ancora editoriali di rottura come quello per The Face Magazine con Benjamin Galopin (allora assistente personale di Carine da Glamour) nei panni di Francoise Sagan, che anticipavano la moda transgender di queste ultime stagioni (vedi alla voce Hari Nef per Gucci)

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Benjamin Galopin dressed as Francoise Sagan photographed by Mario Testino, The Face Magazine 1996

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Hari Nef for Gucci Fashion Show Fall 2016

 

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Benjamin Galopin dressed as Francoise Sagan photographed by Mario Testino, The Face Magazine 1996

Tutto questo per oggettivizzare nell’immagine patinata, il sogno,la bellezza, il quotidiano, il desiderio proibito, la realtà fantastica, il futuro per come lo si immagina.

Questo dovrebbe essere la moda anche oggi, perchè una camicia di seta, una gonna con lo spacco, una borsetta di Chanel e un paio di tacchi alti possono ancora dare spazio ad emozioni e ad infinite reinterpretazioni…

www.julesfashion.com jules fashion blog  CRfashionbook.com CR Fashion Book  Carine Roitfeld Juliet Ingleby

Juliet Ingleby for Cr Fashion Issue 1, 2013

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