The Water Cure

In questo mondo urlante ho sempre più bisogno di silenzio: non essendoci nulla di più profondo di ciò che appare in superficie, posso dire serenamente che quello che vedo non mi piace affatto.image

Fatico a comprendere la disordinata ed arrogante avanzata del brutto, del mediocre, dell’invidioso e del meschino che sta prepotentemente tentando di prendersi una sorta di rivincita contro non si sa quale nemico.

Questo sta accadendo nelle guerre fra gli ultimi della politica e nella cronaca quotidiana, sta imponendo il successo del junk fashion, sta mutando geneticamente la percezione della realtà con la degenerazione dei social network e delle app di incontri.

Dopo aver affossato Facebook, Instagram si è trasformato in un Grande Fratello in cui anche la bruttina del liceo può sentirsi-quindi-essere una Kim Kardashian dalla “vita” sfavillante in quella patetica finzione di filtri, inquadrature e momenti catturati in modo tutt’ altro che casuale.

L’orrido è diventato di tendenza, il trash divertente, le provocazioni delle sentenze e l’ignoranza l’unica vera scienza. Le sneakers hanno preso il posto dello stiletto, la tuta da ginnastica e le t-shirt oversize quello degli abiti eleganti, in un mood che solo apparentemente è più rilassato ma che ha trascinato gli individui in un appiattimento generale in cui non è più possibile distinguere ciò che è di qualità da ciò che è fasullo e dove quasi più nessuno ascolta, si interroga o semplicemente legge qualcosa di più lungo di un tweet.

Mentre tutto questo sta distruggendo radicalmente i rapporti e le interazioni fra le persone, io osservo in silenzio, in margine ad un testo implicito, tenendomi stretta la mia “isola felice” con l’intuito che ho (quasi) sempre avuto di circondarmi di persone ricche di contenuti e di una visione autentica del presente.

Più trasparente
di quella goccia d’acqua
tra le dita del rampicante
il mio pensiero tende un ponte
da te stessa a te stessa
Guardati
più reale del corpo che abiti
ferma in mezzo alla mia fronte

Sei nata per vivere in un’isola.

Octavio Paz, Verso l’inizio

Forse è per questo che amo così tanto le isole: terre rigogliose circondate dal mare che rinascono e risplendono dopo ogni tempesta per tuffarsi nel sole lasciando andare tutto il resto senza bisogno di rivolgersi altrove, mentre tutto il resto regredisce allo stato brado.

Quindi, in attesa di trovare nuove ispirazioni a settembre, vi lascio con qualche consiglio per questa lunga estate calda…

Un libro: “Una Vita Come Tante” di Hanya Yanagihara

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Una Vita Come Tante, Hanya Yanagihara

 

Una serie tv: le cinque folgoranti puntate di “Patrick Melrose”

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Patrick Melrose

 

Un paio di scarpe: uno dei coloratissimi e freschi sandali Made in Brazil firmati Dondoks

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Dondoks Paris