Quattordici Dicembre

Ele mi aveva scritto sulla Smemo FORTUNA a caratteri cubitali nella pagina datata quattordici dicembre. Il suo compleanno.

L’agenda sedici mesi era molto più di un semplice taccuino dove annotare gli impegni scolastici: era un diario che raccoglieva impressioni e frammenti delle amicizie che avrebbero segnato l’esistenza di entrambe. Allora non potevo certo immaginare di prendere gli appunti fondamentali per i comportamenti che avrei assunto in futuro con visi e nomi ancora sconosciuti.

” FORTUNA”, in stampatello maiuscolo ben calcato con inchiostro indelebile sulla carta quadrettata. Poco importava che quello fosse un giorno di programmate, anzi forse ad un occhio ingenuo poteva sembrare quasi l’augurio urlato da una compagna di banco…

Ma il significato profondo stava tutto nelle piccole lettere in calce alla pagina seguente:

” TA”.

L’intero fine settimana era trascorso cercando una spiegazione plausibile al fatto che il suo grande amore potesse avere una fidanzata con un nome così orribile.

Avevamo scomposto e ricomposto infinite volte i gesti di lui che aspettava gli amici ogni giorno davanti all’uscita del nostro liceo, seduto sulla Vespa, sigaretta in bocca e sguardo blu oltremare sempre rivolto verso di noi: l’accenno di un sorriso, l’imbarazzo, qualche battuta stupida e poi via a casa, sulle versioni di latino e greco.

Nulla poteva far pensare al fatto che fosse già impegnato con qualcuna.

Per la mia amica del cuore quei dieci minuti scarsi racchiudevano, ogni giorno, le emozioni ed i pensieri dell’intera giornata ed io osservavo l’infatuazione divenire innamoramento nei suoi occhi luminosi e nelle telefonate interminabili a psicanalizzare il dopo e il domani…

La festa del suo diciottesimo era l’evento più atteso prima delle vacanze di Natale e la lista degli invitati aveva segnalato lui in prima posizione fino al giorno in cui, casualmente, scoprii che era fidanzato.

Il fatto che la fortunata in questione fosse bruttina almeno quanto il suo nome, mi aveva lasciato sbalordita, ma avrei presto constatato in prima persona che questa è una delle costanti della vita. La mia totale lealtà nei confronti di chi mi è caro, non mi lasciò dubbio alcuno sul comunicare o meno la tragica notizia ad Ele e quel sabato pomeriggio le canzoni di Alanis Morisette parlarono al suo cuore infranto e al mia rabbia adolescenziale meglio di qualsiasi altra cosa.

I want you to know, that I am happy for you
I wish nothing but the best for you both

And I’m here, to remind you
Of the mess you left when you went away
It’s not fair, to deny me
Of the cross I bear that you gave to me
You, you, you oughta know
You seem very well, things look peaceful
I’m not quite as well, I thought you should know
Did you forget about me, Mr. Duplicity?
I hate to bug you in the middle of dinner
It was a slap in the face
How quickly I was replaced
And are you thinking of me when you fuck her?
Incredibile come a diciassette anni tutto sia così amplificato, come la fantasia sia così ancorata nel confondersi alla realtà dei fatti come mai più potrà esserlo…Eppure, anche nell’età adulta, le dinamiche restano identiche, perdiamo soltanto molto più tempo…
Quel pomeriggio, mentre denigravamo la poveretta dal fatidico nome, le lacrime si trasformarono in risate ed il protagonista dei nostri ultimi mesi freddi e tormentati, il principe che avrebbe baciato Ele per la prima volta la sera della sua festa di compleanno, come nelle favole, divenne un lacchè piccolo piccolo.
I’m broke but I’m happy, I’m poor but I’m kind
I’m short but I’m healthy, yeah
I’m high but I’m grounded, I’m sane but I’m overwhelmed
I’m lost but I’m hopeful, baby
What it all comes down to
Is that everything’s gonna be fine, fine, fine
‘Cause I’ve got one hand in my pocket
And the other one is giving a high five
I feel drunk but I’m sober, I’m young and I’m underpaid
I’m tired but I’m working, yeah
I care but I’m restless, I’m here but I’m really gone
I’m wrong and I’m sorry baby
What it all comes down to
Is that everything is going to be quite alright
‘Cause I’ve got one hand in my pocket
And the other one is flicking a cigarette
Fortuna, una Vespa viola, i pianti e le risate, un cd e Jagged Little Pill.
Buon compleanno, angelo mio.