Eternal Sunshine Of The Spotless Mind

A volte penso che la mia idea di pulizia sarebbe una cosa interessante da analizzare…Non ho mai amato accumulare e quando ne ho la possibilità butto via tutto ciò che non è (più) indispensabile: farlo mi dà un inspiegabile senso di leggerezza.

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Victoria Beckham by Jurgen Teller Ad Campaign Fall 2018

Lo stesso è accaduto ciclicamente nella mia vita anche con i rapporti interpersonali: eliminare amicizie inutili, frequentazioni noiose, relazioni tossiche e persone che semplicemente non avevano più alcun significato compiuto nella mia esistenza, è stato e continua ad essere qualcosa di estremamente rigenerante e liberatorio.

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Fedele alla frase di Edith Piaf, che mi piace riascoltare nei momenti più felici come in quelli più malinconici

Avec mes souvenirs
J’ai allumé le feu

sono solita ripulire la mente da qualsiasi residuo eliminando nel concreto ogni singolo file, foto, messaggio e biglietto non appena inizia ad essere fastidioso, ma soprattutto mi premuro di cliccare su Svuota Cestino per renderlo definitivo e per evitare che da qualche parte resti traccia di un diario degli errori o degli orrori a seconda di come la si voglia vedere.

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Victoria Beckham by Jurgen Teller Ad Campaign Fall 2018

Avevo questo collage di fotografie secoli fa, il tipico quadretto che decorava la parete delle camere di chi è stato un adolescente nei primi anni duemila, e tutt’a un tratto ha iniziato ad incombere sul mio letto in maniera pericolosa, con la soffocante pesantezza di quei ricordi deformati, di quei visi che si erano persi nei meandri di aspettative deluse ed occasioni mancate, mentre chi ancora era importante per me comunque avrebbe guardato con tristezza a quel tempo andato.

Una mattina mi sono svegliata e l’ho tolto, ho voltato pagina, senza più guardarmi indietro nemmeno per prendere la rincorsa…Da allora avere una foto appesa in casa mi dà la stessa inquietudine delle calamite sul frigorifero 😉

Da qualche anno,poi, anche rinnovare il mio guardaroba è entrato di diritto nel discorso delle pulizie ed in questo Vestiaire Collective si è dimostrato un ottimo alleato per sbarazzarsi di acquisti sbagliati, abiti che dormivano nell’armadio senza essere mai stati indossati, altri che non ricordavo neppure di aver comprato, regali non graditi, o semplicemente quei pezzi inutili in cui ero stanca di imbattermi ogni volta che aprivo l’armadio.

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Vestiaire Collective

Prima di questa felice scoperta ero stata molto pigra in ambito marketplace e la “fatica” di andare in un qualsiasi negozio dell’usato a portare la mia merce in contovendita mi ha sempre dissuasa dal farlo.

Con la piattaforma francese che in meno di dieci anni è diventata  leader in Europa per l’acquisto e la vendita online di abbigliamento e accessori di lusso pre-loved, basta fare un paio di foto al prodotto che si intende vendere e nel giro di 48 ore sarà online e pronto per essere acquistato da chi (non come me) è un amante del second hand…

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Marc Jacobs by Jurgen Teller Ad Campaign 2008

Nella maggior parte dei casi la contrattazione si risolve con un paio di offerte rilanciate ed una volta che avete accettato la proposta e l’acquirente ha comprato l’articolo, vi basterà chiamare un corriere che venga a casa, in ufficio, dovunque vogliate a ritirare il pacco. Certo più del 30% di commissione per Vestiaire non è proprio una percentuale bassissima ma il servizio offerto è talmente comodo e preciso che è pienamente meritata.

Non solo abbigliamento ma anche accessori… c’è da dire però che le calzature, come i libri, sono tra i pochi oggetti da cui faccio fatica a separarmi: così come non presto i miei libri, non vendo le mie scarpe, anche le più scomode, quelle che ho indossato solo una volta, quelle che non mi entusiasmano più come prima e persino quelle che ancora aspettano l’occasione giusta per essere sfoggiate…piccole contraddizioni della vita 😉

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