American Gangster

Nel raccontare ascesa e declino di Frank Lucas, potente boss della droga che tra il ’68 ed il ’73 gestì il monopolio dell’eroina a New York, Ridley Scott mette in scena una storia che per certi versi ricorda quella de “I Duellanti”, bellissimo romanzo di Joseph Conrad da cui lui stesso nel 1977 ha tratto l’omonimo film con Harvey Keitel ed Albert Finney.

I due protagonisti di “American Gangster” infatti combattono a distanza per lungo tempo e si incontreranno faccia a faccia solo al termine della storia, sebbene si intuisca fin dall’inizio che le loro vite sono inevitabilmente destinate ad incrociarsi…

American Gangster

Questo antagonismo viene sottolineato attraverso l’attenta e meticolosa descrizione delle loro vicende personali…Da un lato Richie Roberts, agente di polizia integerrimo e totalmente dedito al lavoro e allo studio, unico puro in un ambiente marcio e corrotto, ma pessimo marito e pessimo padre. Dall’altro un nero del South Carolina che, come lui stesso afferma, non ha mai conosciuto la normalità, ma che pone al centro della sua esistenza la famiglia e, circondato solo da persone fidate e leali, diventa padrone indiscusso dei traffici sporchi di Harlem e dintorni…

Mentre l’intreccio si fa via via più complesso ed appassionante, ecco passare sullo sfondo l’immagine di un’America sull’orlo del baratro, duramente colpita dalla guerra in Vietnam, incapace di fronteggiare la piaga della droga e della dilagante tossicodipendenza fra i soldati, minata al suo interno da corruzione e mafia.

Se nella storia il personaggio di Russel Crowe ha la meglio su quello di Denzel Washington, dal punto di vista cinematografico l’attore di “Hurricane”, “Malcom X”ed “Il Rapporto Pelican” solo per citarne alcuni, ha molto da insegnare all’australiano reso celebre da “Il Gladiatore”…

Da segnalare il cameo di Cuba Gooding Jr ed il personaggio dell’ex moglie di Ritchie interpretato da Carla Gugino…chi la ricorda in “Omicidio in Diretta” di Brian De Palma..?

Voto 3,5/5