Blade Runner 2049

Nel 1982 Ridley Scott firma il suo capolavoro: più completo di Alien ed incredibilmente reale nel narrare un futuro che si è poi rivelato identico al nostro presente, Blade Runner non avrebbe avuto alcun bisogno di un secondo capitolo…

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Blade Runner, 1982

Per certi versi la pellicola di Villeneuve non è un vero e proprio sequel ma semplicemente una nostalgica celebrazione dell’originale. Il regista canadese ha giocato d’astuzia affidandosi al maestro della fotografia Roger Deakins, per ricreare la stessa atmosfera disturbante di quella che nel 2019 era una Los Angeles inquinata, buia e sovraffollata e che trent’anni dopo è una California fredda e sintetica che non ha perso il sapore metallico di pioggia acida.

L’ufficiale K, replicante di ultima generazione che si mette sulle tracce di Deckard per risolvere il mistero di un segreto a lungo sepolto, ha le sembianze di Ryan Gosling che da “Drive” in poi conferma il suo talento nei personaggi solitari ed enigmatici ma dal cuore fragile.

locandina

Blade Runner 2049, 2017

Una trama semplice e a volte troppo didascalica rendono a tratti la pellicola eccessivamente lunga, mentre alcuni noteranno qualche sbavatura in sequenze che sanno di déjà-vu : l’incontro tra K e la creatrice di ricordi è praticamente identico a quello fra Tom Cruise e la dottoressa Iris Hineman nella serra artificiale di Minority Report, anch’esso tratto da un racconto di Philip K.Dick , mentre le varie storie di gemelli in cui la femmina è più forte del maschio ricordano da vicino proprio il rapporto di minoranza dei Precog…

Eppure la tensione cupa e coinvolgente non molla la presa nemmeno durante passaggi superflui come quello incompleto di Jared Leto, creatore dei moderni replicanti: tutto è semplicemente un crescendo di attesa scandito da frammenti audio della pellicola originale per poi arrivare al climax dell’incontro finale e rivelatore.

E mentre quei momenti andranno perduti nel tempo come lacrime nella pioggia, si esce dalla sala appagati per un film che nonostante tutto non ha tradito le aspettative.

Voto 3/5