Funny Games

La prima particolarità di Funny Games è quella di essere un remake che è praticamente la copia esatta dell’originale(1997), ma con un cast di attori tutto diverso e molto più di talento:da Naomi Watts a Tim Roth passando per Michael Pitt.

locandina (5)

Funny Games

 

Nella casa sul lago di questa famiglia alto borghese tutto è bianco, bianchissimo, quasi privo di colore… ogni cosa è al suo posto e questa perfezione risulta quasi innaturale ed inquietante perché avvolta da un silenzio sordo.

Così come innaturali sono i modi (troppo) gentili dei due giovani dai visi angelici che bussano alla porta in una mattina qualunque, mentre padre e figlio sono in barca e la madre è sola in casa, con una richiesta innocente ed al contempo beffarda: “Signora, avrebbe gentilmente quattro uova…?”

Bastano un paio di inquadrature, una mazza da golf, una pallina e l’atmosfera  quasi sospesa viene frantumata dai guaiti del cane, per sprofondare nell’orrore…

Si assiste così alla lenta agonia delle vittime, resa ancor più terrificante perché il regista fa in modo che  le violenze più terribili avvengano fuori campo, lasciando sulla scena solo il sangue ad imbrattare le candide pareti ed il pavimento, con una strizzata d’occhio a ”Psycho”.

Durante il loro gioco perverso, i due aguzzini, così simili ai Drughi di Arancia Meccanica, coinvolgono direttamente noi spettatori rivolgendoci domande retoriche con lo sguardo fisso alla macchina da presa.

Ed alla fine ci si rende conto che la totale mancanza di senso con cui l’intera famiglia viene sterminata fa sì che non si provi pena per loro ma si sia molto più interessati e quasi divertiti dal seguire e prevedere le mosse dei carnefici, che riescono dunque nel loro intento…

Quello di renderci se non colpevoli, almeno loro complici.

Voto 4/5