Grandi Bugie Tra Amici

“Come abbiamo fatto a venire in questo posto per così tanti anni rinunciando ad una vista così?” esclama Antoine quando il gruppo di parigini che avevamo lasciato otto anni prima nella casa di Max, immersa nella pineta, si sposta per qualche giorno in una villa sul mare del sempreverde paradiso francese di Cap Ferret.

Sta tutto in quelle parole sincere e disarmanti, che creano imbarazzo e rimangono sospese nell’aria, lo sviluppo del film, seguito del fortunato “Piccole Bugie Tra Amici”: ogni personaggio finalmente trova il suo punto di vista, la giusta posizione per affrontare la propria partita nella vita.

locandina

Grandi Bugie Tra Amici

Il campo da gioco dell’esistenza, in fondo, è sempre lo stesso, è solo una questione di angolazioni e prospettive diverse. Finalmente, superati i quaranta, i protagonisti si evolvono in maniera più completa, mai liberandosi del tutto dei dettami borghesi che li accomunano, ma adattandoli ed interpretandoli secondo le proprie necessità.

Da questo spunto di riflessione nasce uno spaccato bellissimo e coinvolgente, in cui si ride di gusto e ci si commuove, riconoscendo le stesse ansie, frustrazioni, difficoltà e debolezze di ognuno di noi.

Le relazioni fallite, la costante indagine sulla sessualità, il rapporto con i figli, la mancata realizzazione o il fallimento professionale sono alcuni dei punti che Guillaume Canet  affronta in maniera solo apparentemente superficiale e scontata.

Lui che oggi è un regista più consapevole, ci consegna un’opera adulta in cui quelli che si confermano i migliori nomi del cinema francese si muovono con la naturalezza di chi sta lavorando con i propri amici di sempre.

Spiccano tra gli altri Marion Cotillard, che questa volta calibra ottimamente il personaggio di Marie, tra isteria, frustrazione e rabbia repressa e Gilles Lellouche che affina il ruolo di Eric con un nuovo spessore e con il tocco cinico delle sue battute irriverenti che ci avevano deliziato già nel primo capitolo.

Voto 3,5/5