Joker

Joker è un capolavoro. Punto. Non ci sarebbe null’altro da aggiungere se non forse l’importanza di andare tutti al cinema a vederlo il prima possibile.

locandina

Joker, 2019

Questo giudizio semplice e definitivo si può analizzare da tre diversi punti di vista…

Anzitutto c’è il messaggio potente che la pellicola di Todd Phillips vuole darci, l’analisi impietosa del nostro presente.

Coloro che hanno fatto qualcosa della loro vita guardano coloro che non l’hanno fatto e vedono solo dei clown

La discesa agli inferi di Arthur Fleck, comico fallito che si aggira per le strade di Gotham City in un mondo che lo ignora volutamente, che si prende gioco di lui, che lo tradisce privandolo anche solo della speranza di un riscatto, non è altro che lo specchio della realtà di oggi.

Cosa capita se metti insieme uno psicopatico solitario e una società che lo emargina e lo tratta come spazzatura?

La rabbia dei più deboli, degli emarginati, dei repressi è un magma che mano a mano si sta espandendo anche in quella che fino a poco tempo fa era la middle class, mentre i divario con i ricchi più ricchi del paese, che nessun ascensore sociale potrà mai più raggiungere, è diventato incolmabile.

In secondo luogo c’è la struttura della pellicola priva di sbavature o esitazioni, con una fotografia ed un montaggio da Oscar, con quel senso di vuoto e disturbo nelle bellissime scene di violenza, mentre al momento giusto c’è un dettaglio che richiama alla nostra mente che siamo alla prese di uno spin off da uno dei fumetti più celebri della DC Comics.
Inquietanti le risa ignoranti della classe dirigente alla proiezione di Tempi Moderni di Charlie Chaplin mentre fuori la città implode.

Infine c’è Joaquin Phoenix che per un attimo mi è sembrato la versione cresciuta del ragazzino che si innamorava di Nicole Kidman nella pellicola To Die For di Gus Van Sant.

La sua interpretazione è straordinaria, ci sono così tanti volti, tanti riferimenti nel disturbo bipolare del suo eroe…C’è il quaderno di appunti che richiama quelli del serial killer John Doe in Seven di David Fincher, c’è il ballo seducente e sospeso dopo gli omicidi che strizza l’occhio alle movenze effemminate di Buffalo Bill ne Il Silenzio degli Innocenti, ci sono il gioco con la pistola e gli effetti psicotici che rendono omaggio a Taxi Driver, per cui credo che la scelta di volere Robert De Niro nella pellicola non sia stata casuale.

…Ma soprattutto c’è l’ininterrotto richiamo al Joker di Heath Ledger, come in una naturale prosecuzione della sua filosofia e della sua risata angosciosa, disturbante che toglie il fiato mentre si tramuta in disperazione, rabbia, vendetta, tristezza o appagamento.

Se introduci un po’ di anarchia, se stravolgi l’ordine prestabilito tutto diventa improvvisamente caos!!!

Io sono l’agente del caos!
Sai qual è il bello del caos? È equo.

Batman, The Dark Knight

La scena finale sull’auto della polizia è esattamente speculare a quella di Christopher Nolan e del suo Cavaliere Oscuro…e ci si commuove nel ricordare quel talento scomparso così prematuramente.

WHY SO SERIOUS?

Voto 4/5