Juliet, Naked- Tutta Un’Altra Musica

I titoli di Nick Hornby sono diventati manifesto dei trentenni dei primi anni duemila, raccontando un percorso emotivo incompiuto che spesso si accompagna ad una realizzazione professionale fallita o comunque irrisolta.

Relazioni stanche, matrimoni in bilico, paure, ipocrisie ed egoismi, vengono spesso narrati attraverso un’unica grande passione che accomuna ogni eterno adolescente che si rispetti: la musica.

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Juliet, Naked

Che siano le top chart attraverso cui si ripercorre la vita in Alta Fedeltà, o l’ossessione per una rock star uscita dalle scene come in Tutta Un’Altra Musica, da cui il film è tratto, sembra che nient’altro possa essere più appagante di un viaggio mentale nella propria stanza ascoltando un bel brano.

Jesse Peretz, regista conosciuto per alcune serie tv di successo come Girls, Orange Is The New Black e Divorce, ha provato a trasferire sul grande schermo il romanzo del 2009 con un risultato che non convince del tutto.

La pecca più grande è quella di ridurre l’inglesità ad uno stereotipo e Londra ad una comparsa, quando invece sono l’essenza pura che rende uniche le pagine dei libri, anche se restano momenti in cui si ride di gusto per lo humor britannico raccontato da un americano.

Quando Annie, una monoespressiva Rose Byrne, scrive di aver buttato via quindici anni della sua vita, Tucker le risponde che da quelli dovrebbe sottrarre il tempo passato a leggere bei libri e a dormire, detraendo dalle tasse i restanti dieci.

Basta questo scambio perchè l’intera pellicola venga sorretta interamente da Ethan Hawke che sembra recuperare dall’archivio il ruolo che l’ha reso simbolo della Generazione X: Troy di Reality Bites.

Il personaggio della rockstar che abbandona le scene rifugiandosi nell’anonimato ha la stessa ironia tagliente, lo stesso sguardo al contempo ingenuo e disincantato del ragazzo che suonava nei pub, aveva abbandonato l’università e citava John Steinbeck nella segreteria telefonica, mentre collezionando errori e delusioni, un paio di decadi di esistenza gli sono sfuggiti dalle mani senza aver imparato la lezione.

” Io, te e cinque dollari”, diceva venticinque anni fa Troy a Winona Ryder e sembra che, in questo film, basti sempre questo per essere felici, mentre le t-shirt sdrucite ed i capelli unti e spettinati continuano a rendere ancora inspiegabilmente affascinante l’attore texano anche alla soglia dei cinquanta.

Voto 2,5/5