La Favorita

C’è questa frase di Big Little Lies pronunciata dal marito di Laura Dern dal loro terrazzo con vista mozzafiato sull’oceano che recita più o meno così :” Voi donne volete che le vostre amiche vi invidino ma solo fino a un certo punto..”
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È proprio quel certo punto il labile confine su cui si basa la maggior parte dei rapporti nel mondo femminile ed è quello stesso confine che il regista Yorgos Lanthimos indaga nel suo ultimo film.
Amicizia, ammirazione, invidia, gioco di potere, seduzione, scaltrezza, menzogna, rabbia e perenne insoddisfazione vengono narrati e vivisezionati in maniera spietatamente perfetta nel triangolo rosa fra tre attrici da Oscar. A rubarsi la scena sono Olivia Colman, ovvero la capricciosa ed instabile regina Anna e le sue dame di corte che si alternano simbioticamemte nella corsa per restare o diventare la Favorita: Lady Sarah, un’ottima Rachel Weisz che tiene in pugno la sovrana fino all’arrivo della cugina Abigail, la nobile decaduta Emma Stone i cui occhioni vacui nascondono un’innocente perfidia.
Del resto soltanto le donne riescono ad essere peggiori degli uomini proprio per il modo unico che hanno di essere bitches, soprannome dato non a caso alle due ancelle dalla stessa Anna, forse la peggiore di tutte..
Il regista di The Lobster incanta con quel velo sottile di misoginia e col disprezzo del mondo maschile disegnato in modo caricaturale, con una sequela di scene stilisticamente perfette ed essenziali ed un montaggio incalzante che offre allo spettatore diverse chiavi di lettura oltre al mero dramma di corte fra pizzi e merletti.
Voto 4/5