Parasite

 

Quindici anni fa, un altro regista coreano, Kim Ki-duk, aveva già indagato la fascinazione del vivere le vite dei ricchi attraverso le loro abitazioni nel capolavoro Ferro3-La casa Vuota. Bong Joon-ho ci racconta con la stessa raffinatezza ma con meno romanticismo cos’è diventata la lotta di classe…

Si può trovare un modo per uscire dalla miseria, oggi?

In un mondo dove l’ascensore sociale si è rotto da un pezzo, o forse non è mai stato costruito, dove i giovani laureati fanno la fila per un posto da autisti, come si può riuscire ad abbandonare un seminterrato fatiscente e percorrere la salita fino alle lussuose abitazioni avvolte nel silenzio verde di una collina che profuma di ricchezza?

locandina (6)

Parasite

Il piano che escogita la famiglia Ki-woo, mentre ruba il wifi dai vicini di casa, incastrata nel cesso anni ’70 del cubicolo vista cemento che abita, potrebbe essere perfetto.

Del resto giocarsi bene le carte della finzione sembra essere l’unica strada verso il successo di chiunque, perchè agli altri non interessa sapere chi sei veramente, a patto che tu reciti il tuo ruolo alla perfezione.

Così padre, madre figlio e figlia, riescono a stabilirsi nella villa di una giovane coppia di genitori di un bimbetto problematico e di una ragazzina in piena tempesta ormonale, che ha i tratti tipici di tutte le famiglie ricche del mondo..

Esattamente come degli scarafaggi, per l’intera pellicola i Ki-woo si muovono singolarmente ognuno in ogni stanza della casa, mentre ne avvertiamo la presenza collettiva soltanto col buio o quando i padroni sono via.

Nel raccontare di come questi parassiti abbiano effetti devastanti sul loro ospite, emergono senza pietà le brutture dei poveracci e la molle stupidità dei ricchi, mentre l’odore di misera menzogna impunita sembra insinuarsi soffocante anche nelle narici di noi spettatori.

Questa commedia ottimamente calibrata nel primo tempo, perde un po’ di ritmo nel secondo, si tinge di nero, poi di rosso, fino ad elevarsi con la poetica leggerezza di un fiocco di neve tipica del cinema orientale.

Voto 3/5