Piccole Donne

Quando il cast femminile si è detto scioccato per l’esclusione del film dalle nomination ai Golden Globes 2020, è come se avesse avuto la stessa reazione della piccola Jo quando riceve una critica severa ma giusta sulla qualità dei suoi (mediocri) racconti: quella di una bambina capricciosa e ferita.

Ora la questione non è se Greta Gerwig abbia o meno talento, perchè sicuramente ne ha, non è nemmeno il fatto che sia una donna, perchè questo non dovrebbe aggiungere o togliere alcun punto per la candidatura ad alcun premio…

Il fatto è che, riassumendo Piccole Donne e Piccole Donne Crescono, la regista di Lady Bird ha realizzato una pellicola facile facile e piena di errori per cui si esce dal cinema serenamente dimentichi di ciò che si è appena visto.

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Piccole Donne

Certo è un film godevole, in alcuni momenti, noioso in altri e tremendamente frettoloso negli episodi salienti dei due romanzi, come l’incidente sul lago ghiacciato, la malattia di Beth o ancora l’amore ritrovato di Jo per Laurie prima e per Fiedrich poi, in un gioco di flashback che non sempre è fluido…

Il cast di tutto rispetto subisce a tratti defezioni importanti. Se Emma Watson è una perfetta sorella maggiore Meg, come Meryl Streep un’ottima zia March, Saoirse Ronan regala alla sua Jo un’interpretazione scolasticamente impeccabile ma che non prende il cuore.  Timothee Chalamet è ancora un ragazzino troppo gracile per dare spessore e contenuto al suo Laurie e, tralasciando il doppiaggio italiano imbarazzante, più che un fascinoso professore, Louis Garrel sembra una brutta macchietta negli abiti di Friedrich.

Persino la brava Laura Dern ci fa pensare ad una matrigna sotto le mentite spoglie di Marmee, non solo a causa del botox ma anche perchè non si può fare a meno di vedere il riflesso della donna forte e predatrice degli ultimi due ruoli fotocopia in Big Little Lies e in A Marriage Story.

Per le nuove generazioni che vogliono una degna trasposizione cinematografica di due dei romanzi dell’infanzia di tutti noi, consiglio quella bellissima del 1994, dove la signora March era la saggia Susan Sarandon, Jo, un’ incantevole e talentuosa Winona Ryder, Beth aveva il languore di Claire Danes, Amy tutta la maliziosa duplicità di una Kirsten Dunst bambina e poi di una giovane Samantha Mathis, mentre Laurie aveva le spalle larghe di Christian Bale e Friedrich tutto lo charme di Gabriel Byrne.

Voto 2,5/5