Sleuth- Gli Insospettabili

Tutto ha inzio dall’incontro tra due uomini: l’attempato scrittore di gialli Andrew  Wyke ed il giovane ed affascinante amante di sua moglie, Milo Tindolini.

L’immediata  competizione retorica, che ha come oggetto la contesa della stessa donna, presto si trasforma  in un gioco perverso ideato dalla fantasiosa mente di Wyke: Tindle dovrebbe rubare dei preziosi  gioielli custoditi in una cassaforte, per poi rivenderli e poter vivere di rendita insieme all’amata.

locandina (8)

Sleuth

Il piano risulta apparentemente perfetto, ma cosa si nasconde in realtà dietro questa proposta?

Ritmo e tensione sono mantenuti alti grazie all’irresistibile scambio di battute tra Caine e Law, che si affrontano in questa metaforica partita di tennis

Siamo un set pari…chi vincerà il terzo?”

…in maniera tutt’ altro che leale.

A fare da cornice al  raffinato e vivace  scambio di ruoli vittima/carnefice, è il terzo protagonista della storia: la meravigliosa villa del XVIII secolo, proprietà di Wyke, che diventa la prigione dorata, per non dire trappola, dentro la quale si sviluppa la scena.

Nell’arredamento in stile ultra moderno e tecnologico, tutto è perfettamente calcolato: i toni freddi e taglienti delle luci, che vanno dal blu al bianco con inquietanti parentesi rosse, gli ascensori e le scale segrete, le telecamere a circuito chiuso e le pareti a scomparsa…

Tratto da un testo teatrale di Anthony Schaffer e rinnovato da Harold Pinter che risulta straordinariamente attuale e brillante, Sleuth colpisce e diverte senza mai essere scontato.

Nota interessante: l’unica immagine che ha lo spettatore  della donna oggetto della contesa è quella stampata sulla parete della biblioteca di Wyke, mentre il regista si sofferma dettagliatamente sul suo guardaroba, in cui spicca uno splendido soprabito di pelle da cinquemila sterline, e sull’ auto che sfreccia sul viale della casa al termine del duello…

Impeccabile esercizio di stile.

Voto 4/5