Un Giorno Perfetto

Talvolta accade che il talento di un artista riesca a reinventare uno stile, a ricodificare dei canoni, a rivoluzionare ciò che sembrava immutabile…

Il cinema italiano degli ultimi anni deve sicuramente a Ferzan Ozpetek il suo rinnovamento e la nuova stagione di successi che sta vivendo…

Con una delicatezza ed una sensibilità assolutamente originali, il regista turco ci ha descritto l’Amore cogliendone la sua essenza più profonda e rivelandone con intelligenza e coraggio alcune sfaccettature che per molti sono ancora tabù.

I suoi film, spesso intrisi di spezie e profumi d’oriente, sanno avvolgere lo spettatore, stimolandone tutti i sensi e conducendolo in un’atmosfera intima e confidenziale, anche se raccontano di storie improbabili ed impossibili, di personaggi curiosi e fuori dal comune, di vicende che ci appartengono  ma allo stesso tempo straordinarie…

Per la prima volta dal suo esordio con Il Bagno Turco (1997)Ozpetek rinuncia a scrivere una propria sceneggiatura, affidandosi al romanzo di Melania Mazzucco…

Nasce così Un Giorno Perfetto,racconto delle ultime 24ore di Emma, madre disperata di due figli e vittima dell’ossessione morbosa dell’ex marito Antonio, un inedito Valerio Mastrandrea.

locandina (13)

Un Giorno Perfetto

Sullo sfondo di questo dramma familiare si affaccia quello di un’altra coppia, molto diversa per tipologia ed estrazione sociale, ma segnata dalla medesima sofferenza e da un senso profondo di incomunicabilità.

Sin dall’ inizio si ha la sensazione che manchi una certa fluidità nella narrazione, che si cerchi in tutti modi di incastrare le due vicende senza trovare armonia ed equilibrio nella pellicola…

Il racconto della violenza e della morte poi è rappresentato in maniera fin troppo cruda, senza lasciare spazio al sottinteso e rendendo perciò il tutto poco verosimile e coinvolgente…

Non potendo fare affidamento sui ben più talentuosi attori protagonisti delle sue precedenti pellicole, Ozpetek sembra quindi  muoversi con troppa  incertezza su un terreno accidentato…

Resta solo un senso di malessere e disagio, di un qualcosa che ci ha disturbati ma ci ha resi vuoti ed indifferenti,senza lasciarci alcun messaggio.

Voto 2,5/5