Un’Altra Giovinezza

Un film di rara complessità: questa la sentenza di alcuni degli spettatori al termine della proiezione…

Ed è senza dubbio l’espressione più adatta a definire l’ultima fatica di Fancis Ford Coppola che torna dietro la macchina da presa dopo dieci anni di silenzio.

locandina (14)

Un’Altra Giovinezza

Stando alle premesse, la trama  risulta affascinante: un anziano professore di storia del linguaggio, nella Bucarest del lontano 1938, viene colpito da un fulmine e recupera la sua giovinezza.

Se Tim Roth risulta poco credibile quando recita la parte del giovane, è lo sviluppo della narrazione a risultare tremendamente complicato…Si cerca infatti di spiegare il fenomeno della METEMPSICOSI con riferimenti, a volte azzardati, ai massimi sistemi:

1.RELIGIONE: durante un’interminabile parentesi indiana alla ricerca delle origine di un filosofo reincarnato nel doppio di Veronica(????), la donna amata dal Giovane Dominic e a sua volta incarnazione di Laura, grande amore del Vecchio Dominic, ecco apparire in sogno Shiva, il Dio distruttore dell’induismo…ma a qualcuno verrà in mente anche  Siddartha?

2.TEMPO ed ETERNITA’: Dominic attraversa due esistenze cercando di portare a termine la sua opera letteraria più annosa sull’ importanza del linguaggio nell’ attribuzione di senso al tempo(????) trovando, grazie a Veronica, la possibilità di raggiungere le origini della lingua(????)

[Caro Giacomo,quanto sarebbero piaciute all’ Olivero le parti recitate in sanscrito…?]

3.IL DOPPIO: Dominic uccide la sua anima nera mandando in frantumi uno specchio, in una scena che strizza l’occhio al Ritratto di Dorian Gray ,ma il discorso si fa ancora più complesso se si pensa alla filosofia di Jung (l’Io ed il Sé), alla mitologia greca(Castore e Polluce)e latina(le Metamorfosi di Ovidio).

4.AMORE e MORTE: nonostante la nuova vita gli faccia incontrare per la seconda volta l’amata Laura, lo sfortunato professore dovrà nuovamente rinunciare a questo legame per preservare la giovinezza di Veronica.

Decisamente molta,troppa carne al fuoco…

Eppure, grazie alla bellezza della fotografia , con l’alternarsi di scene in bianco e nero e a colori che rendono quasi impercettibile il confine tra sogno e realtà, veniamo trasportati in questa epopea assolutamente inverosimile,viaggiando  attraverso la Romania e la Svizzera del periodo nazista, perdendoci negli incantevoli paesaggi dell’isola di Malta, resa un paradiso per i due innamorati, per poi tornare tristemente alla fredda Bucarest, dove assistiamo alla morte di Dominic con un velo di tristezza e con la sensazione che qualcosa sia rimasto incompiuto…

Molto rumore per nulla.

PS:contrariamente a quanto mi accade di solito,non ho alcuna intenzione di leggere il romanzo da cui il film è tratto…e credo neanche voi.

PPS:Qualcuno mi spiega l’utilità del cameo di Matt Damon nel casinò di Campione???

Voto 2,5/5