Venuto Al Mondo

Bisognerebbe andare a vedere: “ Venuto al Mondo” senza aver prima letto l’ omonimo romanzo di Margaret Mazzantini da cui è tratto e senza aver nemmeno guardato con troppa attenzione il trailer.
Soltanto così ci si può lasciar travolgere da questo film dolorosamente bello, che parte lento, quasi in sordina (le sequenze iniziali fanno temere ad una produzione televisiva tipicamente italiana) ma che trova la sua chiave di volta con l’ irrompere sulla scena del fotografo Diego, un Emile Hirsch mai così ispirato dai tempi di: “ Into The Wild”, in un continuo crescendo che non viene più interrotto.

Venuto Al Mondo

Venuto Al Mondo

Punto fermo dell’intera pellicola è senza dubbio Penelope Cruz, che offre l’ennesima prova di essere una delle attrici più brave della sua generazione. E’ intorno alla figura di Gemma, da lei interpretata, che ruota l’ intera storia ed è attraverso glio cchi e l’ anima di questa donna forte, ribelle ed orgogliosa, ma anche sensibile e vulnerabile, vengono affrontati temi importanti ed universali come la maternità, la guerra, i sentimenti.

Ma il film di Castellitto è soprattutto la storia di un amore appassionante, totalizzante e tragico, che resta attaccato alla pelle anche quando è ormai un ricordo lontano, che continua a bruciare dentro con la stessa intensità del primo giorno, che accompagna e segna quasi come fosse una condanna l’ esistenza delle persone che l’hanno vissuto e di chi, ignaro, è legato ad esso da un filo invisibile…

Voto 4/5

Elisabetta Baou Madingou

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